29/11/2013

Youth Guarantee (Garanzia Giovani)


Il Piano per la "Garanzia Giovani" è stato approvato dalla Struttura di Missione istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, cui partecipano il Ministero e le sue agenzie tecniche, il MIUR, il MISE, l'INPS, il Dipartimento della Gioventù, le Regioni e Province Autonome, le Province, le Camere di Commercio. Il Piano definisce i principi e i criteri che regoleranno l'attuazione del programma "Garanzia Giovani", la cui programmazione operativa verrà completata nelle prossime settimane.


Allo scopo di definire interventi efficaci e basati sulle migliori pratiche, il Ministro Giovannini sta incontrando i rappresentanti delle imprese, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni non-profit, le numerose associazioni rappresentative dei giovani per chiedere il loro contributo e la collaborazione attiva affinché il Piano tenga conto anche delle loro esperienze ed esigenze specifiche.


L'emergenza occupazionale del Paese chiama ognuno a fare la sua parte. Oltre alle istituzioni, il Piano per la "Garanzia Giovani" richiede la mobilitazione di tutte le componenti sociali e quindi è imprescindibile la presenza dei giovani, che saranno coinvolti per la parte più operativa. Ci si aspetta da loro un contributo importante affinché l'attuazione del Piano segni una svolta culturale e aiuti a realizzare gli interventi necessari per innovare il mercato del lavoro e rispondere all'emergenza occupazionale.


Coerentemente con la Raccomandazione Europea del 22 Aprile 2013, attraverso il Piano per la Garanzia Giovani l'Italia attuerà misure volte ad assicurare che i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni ricevano una formazione adeguata alle loro attitudini e vengano opportunamente sostenuti ed indirizzati verso il mondo del lavoro. Oggi, infatti, sono circa 1 milione e 300 mila i giovani italiani sotto i 25 anni che non lavorano e non studiano (Neet) ed è in particolare a loro che guarda la riforma contenuta nel Piano italiano: a partire dal 2014 i giovani saranno coinvolti, tra l'altro, in attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento fin dalle scuole, verranno rafforzate le azioni nei confronti di coloro che hanno abbandonato, o rischiano di abbandonare, la scuola, verrà garantito un colloquio personalizzato sulle prospettive di studio e di lavoro, non solo dipendente. Con i fondi europei della Youth Employment Initiative e del Fondo Sociale saranno poi attivati percorsi di alternanza studio/lavoro, di avviamento al lavoro, di apprendistato, di tirocinio e di auto-imprenditorialità, in un quadro di forte collaborazione tra autorità nazionali, regionali e territoriali. Un sistema di banche dati integrate, di piattaforme per l'incontro domanda/offerta e di comunicazione consentirà anche un continuo monitoraggio degli interventi e una loro valutazione.


Il programma europeo diventa una opportunità di entrare nel mondo del lavoro, attraverso un adeguato percorso formativo, che passi da informazioni, esperienze di tirocinio, scuola-lavoro, apprendistato, servizio civile.


Includere il servizio civile in un programma complesso di formazione giovanile e di inserimento al mondo lavorativo è un passaggio necessario, ma non scontato. Significa il riconoscimento del profondo valore di un’esperienza educativa, di partecipazione alla cittadinanza attiva e di formazione delle nuove generazioni e soprattutto il paradigma dell’opera educativa che il terzo settore mette in campo. Una esperienza a cui hanno aderito, da quando è stato istituito, oltre 1.300.000 giovani di tutta Italia.