28/11/2013

Servizio Civile Nazionale: il punto della situazione (accreditamento, bando nazionale, garanzia giovani, stranieri)


E stato un periodo intenso per il Servizio Civile Nazionale, quasi un ritorno di fiamma dopo tempi d’incertezza e precarietà. In poco più di tre mesi sono accadute e intervenute notevoli novità che, messe in fila, segnano una rinnovata vitalità di un istituto che tanti davano per spacciato.


La notizia, in questo quadro, più forte è rappresentata dalla previsione nella Legge di Stabilità di uno stanziamento, per il 2014, di 105 milioni di euro destinati al Finanziamento del Fondo Nazionale Servizio Civile. Una decisione che, se confermata, consentirebbe l’avvio di servizio di oltre 2000 giovani in più rispetto al 2013.


Gli ultimi mesi sono stati poi contraddistinti da altri due eventi fondamentali per il Servizio Civile Nazionale: la riapertura dell’Accreditamento degli Enti di Servizio Civile e il Bando di Selezione per i volontari.


Il Bando di selezione dei volontari in Servizio Civile ha costituito, ancora una volta, una grande occasione d’interazione tra Istituzioni e giovani. Nonostante i numeri risicati, solo 15.466 posti disponibili, è evidente a tutti come ancora una volta il Servizio Civile intercetti una voglia d’impegno notevole.


Tuttavia, nonostante due sentenze contrarie della magistratura, come già accaduto nel recente passato, il Servizio civile nazionale continua ad essere vietato ai giovani stranieri privi di cittadinanza italiana e il Sistema rischia quindi un blocco pericoloso.


Il bando di ottobre è soprattutto l’ennesima dimostrazione di una cecità politica insostenibile nei confronti dell’immigrazione e della necessità di una sua migliore integrazione. Di qui a un paio di decenni i figli di genitori stranieri saranno una parte numericamente decisiva, per lo sviluppo economico e civile del paese, della popolazione più giovane.


Già oggi degli 800 mila studenti di origine straniera che frequentano le scuole italiane il 44% è nato in Italia e una grande quota è arrivata prima dell’inizio dell’età scolare. Moltissimi di loro non hanno nei fatti altro paese che il nostro, ed è qui che vogliono restare, studiare e lavorare.


Sono sempre di più inoltre i ragazzi di origine straniera attivi nel volontariato e nell’associazionismo civile. E lo Stato e la politica italiana, di queste trasformazioni è completamente assente e non fa’ quasi niente. Niente, al momento, su un riconoscimento più facile della cittadinanza. Niente sul costoso calvario dei rinnovi dei permessi di soggiorno e del conseguimento di quello di lunga durata. Poco sulla validazione dei titoli di studio conseguiti all’estero. Poco, e con difficoltà, sull’apprendimento della lingua italiana. E ora, nonostante sentenze avverse, c’è perfino la replica del divieto d’accesso alla partecipazione insieme ai coetanei italiani ad attività di aiuto ai più deboli, a lavori utili alla comunità, a una presa di contatto diretta con la realtà sociale ed associativa del paese. Dove si può imparare concretamente ad essere cittadini attivi e responsabili, a praticare la solidarietà, a costruire la coesione sociale. Obiettivo importante per tutti, giovani e adulti, in un paese sempre più povero di intelligenza e di solidarietà sociale e sempre più frantumato, che dovrebbe consigliare un allargamento del Servizio civile e un sostegno maggiore agli Enti che ne promuovono le attività. Ma tanto più importante per chi di integrazione, intesa come capacità di identificarsi meglio con la comunità, ha più bisogno di altri. Gli immigrati sono una “risorsa” dello sviluppo.


C’è urgenza di mettere mano alla legge istitutiva di questo importante Istituto repubblicano. Non possiamo assistere, ogni volta che viene pubblicato il bando, ad una logorante dialettica che vede contrapposti i giovani stranieri residenti in Italia avverso, per altro giuridicamente, lo Stato italiano costretto ad escluderli a causa di una legge oramai vecchia. Né si può aprire l’esperienza del servizio civile agli stranieri con una semplice, quanto illegittima, modifica dei requisiti di ammissione previsti dal bando. Il servizio civile nazionale va riformato in Parlamento.


E alla fine di tutto ciò, come ampiamente previsto, con un’importante sentenza di alcuni giorni fa il Tribunale di Milano ha imposto di aprire il servizio civile ai giovani di origine straniera.


L'ordinanza impone di cessare il comportamento discriminatorio, modificare il bando nella parte in cui richiede il requisito della cittadinanza consentendo l'accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia e di fissare un termine non inferiore a 10 giorni dalla comunicazione della stessa ordinanza per la presentazione delle ulteriori domande di ammissione.


Non un blocco, dunque, ma semplicemente una riapertura temporanea del bando. È difficile adesso prevedere che cosa accadrà nei prossimi giorni.


In questo quadro si inserisce inoltre il crescere, giorno dopo giorno, di una riflessione sulla connessione tra Servizio Civile Nazionale e Garanzia Giovani. Lo Youth guarantee, previsto entro la fine del 2013, è una misura per la promozione dell'impiego giovanile che si realizzerà con fondi dell'Unione Europea.


Dopo tanto tempo sembra riaccendersi un’attenzione sul SCN che supera la discussione sui finanziamenti e che proietta il SCN in un quadro nuovo di relazione tra questo Istituto e il Paese.


E questo crea naturalmente una enorme confusione, e non da ora, su un Servizio Civile Nazionale che si è voluto fin dall’inizio volontario invece che obbligatorio, e che viene stiracchiato come un elastico a seconda dei contesti. Adesso il fatto che ci sia anche il Servizio Civile nell’elenco delle opportunità di inserimento sociale e lavorativo che lo Stato, nella versione italiana del programma europeo 2014-2015 “Youth Guarantee” (1,2 miliardi tra fondi europei e nazionali ), si impegna ad offrire ad almeno 204.000 giovani a quattro mesi dall’uscita dal sistema di istruzione fa’ sorgere naturale la domanda: di che si tratta? È un lavoro, un’occasione formativa, un’attività patriottica, o che altro? (fonti: Vita e Sbilanciamoci)