28/11/2013

Il mondo del volontariato non conquista i giovani italiani


Giovani e volontariato: due mondi che in Italia non si incontrano facilmente. Anzi risultano lontani. A guardare i dati di un’indagine sul volontariato e l’impegno civile della generazione tra i 18 e i 29 anni, effettuata dalla Ipsos per conto dell'Istituto Toniolo nell'ambito del Rapporto Giovani, il mondo del volontariato non ha ancora conquistato l’attenzione dei giovani italiani. Sono circa due terzi, infatti, quelli che non ne hanno mai fatto esperienza e del terzo rimanente solo uno sparuto 6% vi si dedica attualmente in modo abituale.


I risultati dell’indagine smentiscono l’impressione generale che il mondo giovanile sia impegnato e che sperimenti il volontariato come qualcosa di particolarmente familiare. Dai numeri emerge invece che il 64,7% “non ci ha mai provato”. E il 35,3% che dichiara di essersi coinvolto con questo mondo? La maggioranza ne parla come una cosa passata (il 15,8% con esperienze saltuarie, quasi il 6% con esperienze continuative).


È un’attività viva e presente per il 13%, che si divide tra impegno saltuario (7%) e continuativo (quasi il 6%). Da notare che tra questi ultimi l'attività tende leggermente a diminuire con il crescere dell'età: dal 6,7% dei ventenni al 5,7% dei quasi trentenni.


Dall'indagine inoltre, emerge una differenza di sensibilità tra uomini, che si impegnano (tra saltuari e abituali) per il 12,6%, e donne che raggiungono il 14,6%. Anche il titolo di studio ha un peso: il 48% di coloro che hanno conseguito un livello di istruzione superiore ha o ha avuto esperienze di volontariato contro il 25% del livello inferiore.


Per quanto riguarda la geografia i giovani del Nord (con una leggera prevalenza dei residenti del Nordest sul Nordovest) si mostrano un po' più impegnati dei coetanei del Centrosud e isole: il 40% ha fatto o sta facendo esperienze (sia saltuarie sia continuative) contro il 33%.


Indagata anche una possibile influenza della famiglia nella scelta di fare o non fare volontariato. A fronte del 40% che risponde negativamente, il 33% la ritiene poco significativa, il 20 abbastanza, il 6,5 molto. Se poi si punta il riflettore su gruppi organizzati, le percentuali scendono notevolmente: chi opta per un attività di valore civico preferisce farlo da solo, infatti oltre l'86% dichiara di non appartenere ad alcuna associazione (il 3% aderisce a più gruppi).


Infine, ci sono i partiti e i movimenti politici. Già in precedenza il Rapporto Giovani aveva messo in evidenza lo scarsissimo appeal verso i giovani. In questa specifica indagine soltanto l'1,7% dichiara di militare attualmente e in modo continuativo in una formazione politica, il 2,6% lo fa saltuariamente; per oltre 4 giovani su 10 l'attività politica è cosa del passato. Il risultato è che oltre il 91% dei giovani tra 18 e 29 anni si dichiara del tutto estraneo a forme di impegno politico.