21/11/2016

ARMI e SERVIZIO CIVILE


Sono 10 gli emendamenti “di pace” alla legge di Bilancio, attualmente in discussione alla Camera, presentati da 13 deputati di Sinistra Italiana, Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Democrazia solidale -Centro Democratico, Possibile e Alternativa Libera del Gruppo Misto, che aderiscono anche al gruppo trasversale dei “Parlamentari per la pace”.


Gli emendamenti sottoscritti dai deputati chiedono di ridurre gli stanziamenti per i sistemi d'arma e di cancellare lo stanziamento (660 milioni per il 2017) per gli F35. I parlamentari per la pace chiedono anche l'aumento del 20% della tassa sul porto d'armi e di cancellare la riduzione dell'IRES (prevista nella legge di bilancio) per le imprese che hanno fatturato per oltre il 50% derivante dal commercio delle armi.


I deputati chiedono anche di aumentare di almeno 140 milioni il fondo per il servizio civile, di rifinanziare i corpi civili di pace per 3 milioni, di stanziare 1,5 milioni per la difesa civile e non armata, 60 milioni per la cooperazione delle ONG per i progetti di peace building e 5 milioni per l'educazione alla pace nelle scuole. Un altro emendamento riguarda la costituzione di un fondo di 50 milioni presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la riconversione dell'industria militare.


I parlamentari per la pace che presentano questi emendamenti chiedono una “manovra pacifista” e ritengono che i temi della pace e del disarmodebbano entrare pienamente nella legge di Bilancio, che debbano essere ridotte le spese militari, che vadano stanziate adeguate risorse al servizio civile e all'educazione alla pace e che vada istituita la difesa civile e non armata in attuazione dell'art.52 della Costituzione.