8/11/2016

Sul Servizio Civile Universale


La premessa è che il decreto legislativo di attuazione del Servizio Civile Universale, a seguito della recente approvazione della legge 106 che ha riformato il terzo settore, dovrebbe essere emanato a breve lasciando però a provvedimenti successivi di entrare nel merito. E’ un bene, perché non ci sono state occasioni in cui il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile nazionale abbia espresso le sue intenzioni su nodi quali il nuovo accreditamento, la programmazione, la revisione effettiva del ruolo degli uffici delle regioni, ...


L'accreditamento, cioè del sistema tramite i quali soggetti (pubblici e del privato-sociale) entrano e operano nel settore è già subito un tema importante da affrontare. L'intenzione iniziale era ridurre il numero delle migliaia di enti che, in tutta Italia, un tempo erano convenzionati allora con il ministero della difesa per impiegare gli obiettori di coscienza. Obiettivo di fatto mancato, visto che a tutt'oggi esistono 3.862 “enti titolati di accreditamento”, cui fanno capo 15.536 “enti accreditati” con circa 50 mila sedi: un sistema decisamente quantomeno frammentato.


Un'altra novità introdotta dalla nuova legge è quella del meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti e del passaggio dai progetti ai programmi, cosa che dovrebbe cercare di evitare il notevole dispendio di energie e tempo che oggi vede gli enti impegnati a presentare annualmente migliaia di progetti e lo stato a valutarli.


Il ruolo degli uffici delle regioni invece si è rilevata spesso una duplicazione inutile e inefficace: un albo regionale per ciascuna regione, la valutazione dei progetti operata (spesso in ritardo) con criteri autonomi, il quasi totale mancato controllo dei piccoli enti nei territori hanno portato a una situazione ingovernabile, che dovrà essere risolta. Probabilmente all'ente locale spetterebbe piuttosto il ruolo di promozione del servizio civile nel territorio e di stimolo della sussidiarietà con gli enti del terzo settore.


Altro tema importante sono le finalità del “nuovo” servizio civile rappresentata dalla difesa non armata della Patria e dei valori fondanti della repubblica non dimenticando il servizio civile all'estero che andrebbe rivisto, potenziato e valorizzato.


Saranno tutti temi che verranno affrontati all'Assemblea Nazionale di ARCI Servizio Civile in vari gruppi di lavoro dove alcune conclusioni potrebbero influenzare le normative di dettaglio contribuendo concretamente ad offrire ai giovani una offerta di servizio civile adeguata.



Ed infine:
Ma il servizio civile universale come è stato ribattezzato, anche se non è mai stato esplicitato il significato, sarà veramente per tutti? Non è che l'attuale servizio civile nazionale sia stato precluso ad alcuno. E' solo che, negli ultimi anni, il numero di giovani che hanno chiesto di prestarlo si è rilevato spesso di molto superiore ai posti disponibili finanziati. Dunque l'attuale servizio civile potrebbe già definirsi universale e soddisfare tutte le richieste, a patto che vengano stanziati più fondi.