1/8/2016

Servizio Civile all'Estero


Con la conclusione dell'anno di servizio civile all'estero sono tante le riflessioni e i cambiamenti che ci si rende conto di avere vissuto. In relazione ad alcuni obiettivi del servizio civile, come la promozione della solidarietà e della cooperazione, l’educazione alla pace fra i popoli, alla formazione civica, sociale, culturale e professionale, possiamo senz’altro affermare che la nostra esperienza ci ha dato la possibilità di sperimentare concretamente quello che vuol dire “fare comunicazione e cooperazione internazionale”, tramite le nostre attività di supporto alle istituzioni della minoranza italiana in Istria e a Fiume.


Soprattutto, abbiamo capito l’importanza fondamentale che questa riveste per la comunità che ci ha accolto, dalla storia ancora troppo poco conosciuta e che ha iniziato con successo un percorso di valorizzazione all’interno dell’Unione Europea.


Durante quest’anno ci siamo calati completamente in una realtà a più dimensioni, culturali, politiche, storiche e linguistiche, mettendo in gioco tutte le nostre competenze ed acquisizioni pregresse non solo di tipo scolastico o professionale, ma anche di tipo personale e relazionale.


Alcuni di noi conoscevano la Slovenia e la Croazia perché avevano già vissuto altri tipi di esperienze in questi stati, tramite il programma Erasmus, SVE, per ragioni di lavoro o personali. Ma nessuno di noi aveva davvero idea che esistesse questa realtà così organizzata, in associazioni e circoli e enti, nessuno di noi conosceva la ramificazione e il tessuto politico e le storiche difficoltà legate alla continua necessità di riconoscimento e di mantenimento identitario di questa italianità. Incontrare la minoranza italiana, viverla dall’interno, diventarne parte, condividerne anche umanamente le vicende, durante tutti questi nove mesi, che non sono pochi, è stato senza dubbio l’elemento per noi più significativo. Quello che ci ha spinto a riflettere davvero oltre noi stessi e le nostre identità nazionali, più in alto, a livello europeo. Grazie all’esempio calzante di questa minoranza che vive e opera su così tanti piani e confini, confrontandosi continuamente e riuscendo, alla fin fine e nonostante tutto, a non perdersi mai.


Presso l’Ufficio Europa dell’Unione Italiana di Capodistria l'impegno principale è stato quello di gestire diverse attività di comunicazione e ufficio stampa, compreso l’utilizzo dei nuovi media e della comunicazione web e social. Inoltre si è avuta la possibilità di lavorare alla stesura di un progetto europeo, opportunità molto interessante dal punto di vista delle competenze professionali acquisite. Anche presso l'ufficio dell'Unione Italiana di Fiume l'impegno ha ricoperto una vasta gamma di attività che spaziano dalla progettazione europea alla comunicazione, dalle progettazioni grafiche all’organizzazione di eventi culturali, compresa la collaborazione con La Voce del Popolo, giornale della minoranza italiana. Inoltre abbiamo partecipato ad alcune attività di promozione delle nostre attività e del servizio civile, per concludere con l'organizzazione e partecipazione all'importante convegno sul servizio civile che si è tenuto a Capodistria il 14 maggio 2016, alla presenza di diversi rappresentanti istituzionali italiane, slovene e croate.


Per tutti questi motivi, crediamo di poter affermare con convinzione che questo progetto di servizio civile all'estero abbia avuto un impatto positivo sia per l'ente e lo stato di invio sia per quello di ricezione e ci auguriamo vivamente che lo scambio possa continuare in futuro.