16/5/2016

Servizio Civile

risorsa per la comunità


Temi, problemi e testimonianze sull'esperienza del Servizio Civile nella realtà locale e le sue prospettive di sviluppo a livello nazionale sono stati al centro dell'incontro svoltosi venerdì 13 maggio nella Sala del Consiglio Comunale di Trieste con il significativo titolo "Servizio civile: risorsa per la comunità".


All'appuntamento, che – presenti Sindaco, Vicesindaco e altri Amministratori comunali, nonché il competente Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali on. Luigi Bobba - ha avuto lo scopo di fare il punto a livello cittadino su questa opportunità offerta ai giovani, ma anche – come detto – a valutarne le future evoluzioni, sono intervenuti numerosi volontari operanti presso i diversi Enti, associazioni e ambiti di varia natura (dal culturale all'assistenziale, dallo sportivo al socio-sanitario) dove l'attività di Servizio Civile va a concretizzarsi. In loro rappresentanza, dopo una relazione introduttiva del responsabile di InfoserviziocivileFVG (il “centro” di coordinamento organizzativo della 'rete' di associazioni di Servizio Civile a livello regionale) hanno preso la parola quattro ragazzi attivi in varie realtà cittadine sotto l'”egida” dei principali enti operanti in tale ambito e precisamente: dello stesso Comune di Trieste (per il quale è intervenuto il giovane Hary Bertoia, riferendo degli interventi in corso a supporto degli anziani e delle persone più disagiate presso i Condomini solidali di via Soncini e di via dell'Istria e al Centro di Assistenza Domiciliare-CAD di Villa Carsia), di ARCI Servizio Civile (con la volontaria Sabina Borsoi), dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste-ASUITS (con Cettina Velo) e delle Acli (con l'intervento di Lucia Gallo). I quattro giovani hanno descritto con brevi relazioni le loro attività, ma forse ancor più lo spirito volontaristico e l'intento solidale e civico all'insegna del quale esse si svolgono, nella nostra città, nel quadro del Servizio Civile Nazionale.


A tale proposito, già nella fase introduttiva, il coordinatore Alberto Meli aveva opportunamente illustrato i due grandi “rami” in cui si articola il Servizio Civile peculiarmente nella nostra Regione, e cioè quello “classico”, appunto, del Servizio Civile Nazionale che, istituito con la Legge n. 64 del 2001, si rivolge ai giovani dai 18 ai 28 anni consentendo loro di dedicare un anno a favore di un impegno di natura solidale (per un totale di 1400 ore annue, cioè circa 30 ore alla settimana, con un compenso di circa 480 Euro al mese); e quello ulteriore e specifico del Friuli Venezia Giulia denominato Servizio Civile Solidale, istituito con la Legge Regionale 11 del 2007 e rivolto in questo caso ai ragazzi più giovani, dai 16 ai 18 anni (non compiuti), offrendo anche a questa fascia d'età (con un minor impegno orario, limitato a un massimo di 360 ore annue, e un minor compenso, indicativamente sui 70 Euro per mese) l'opportunità di una formazione civica, sociale, culturale e professionale; preparandoli, tra l'altro, anche all'eventuale successivo e più impegnativo passo verso il Servizio Nazionale.


Per entrambi questi Servizi – è stato sottolineato oggi – la Regione e Trieste in particolare (con il 34% di volontari sul totale regionale dell’ultimo bando, ovvero 114 triestini su 329 nell'intero FVG) si stanno davvero distinguendo quanto a partecipazione e interesse da parte dei nostri giovani.


E mentre gli Amministratori presenti hanno espresso compiacimento per un'attività che va a beneficio della comunità tutta, le conclusioni sono state tratte dal Sottosegretario Bobba che ha rimarcato tutte le potenzialità del Servizio Civile quale significativo fattore di “cittadinanza attiva”, con l'auspicio di un suo sviluppo anche in una dimensione europea. L'on. Bobba, ripercorrendo le varie tappe dell'evoluzione “storica” del Servizio Civile in Italia, dagli albori di 15 anni or sono - quando, con l'abolizione del servizio di leva obbligatorio, fu delineata questa innovativa modalità di offrire un proprio volontario contributo alla “difesa non armata della patria” in termini non di confini territoriali ma di promozione di valori comuni e fondanti della democrazia e della solidarietà sociale – fino all'attuale conformazione e “dimensione”, che vede anche quantitativamente un crescente e confortante consenso da parte delle giovani generazioni, ha infine prospettato l'utilità di un ridisegno e di una nuova progettazione di questo importante 'strumento' sociale, nei termini ancor più avanzati e in linea con le esigenze attuali del nostro Paese quali si vorrebbero adottare con la prossima prevista legge di riforma di un Servizio che – ha ricordato il Sottosegretario – ha saputo coinvolgere in questi 15 anni ben 350 mila giovani italiani, mentre solo in quest'ultimo anno sono stati 48 mila i ragazzi accolti e ben 160 mila le domande presentate al fine di venir impiegati in ambiti quali l’assistenza, la protezione civile, la tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico e culturale, l’educazione e la promozione culturale, il servizio civile all’estero.