1/4/2016

Terzo Settore e Servizio Civile


Tra ritardi, ripartenze, nuovi stop, ultimamente per mancanza numero legale
– e per 3 volte consecutive!!! –
dei Senatori, sono trascorsi già due anni dall'annuncio della Riforma del Terzo Settore.


Finora l’aula ha approvato gli articoli fino al 5 ma bisogna arrivare all'8 per sentir parlare di servizio civile.

Nell’art.8 del testo della Riforma si parla, infatti, di istituire un Servizio Civile Universale finalizzato "Alla difesa non armata della patria e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica" ma anche alla formazione sociale e all’accrescimento materiale e spirituale della società, alla solidarietà e all’inclusione sociale, alla valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della nazione e dallo sviluppo della cultura dell’innovazione, dello sport e della legalità.


Si tratta finalmente di ricondurre gli obiettivi collaterali alla principale finalità del servizio civile: concorrere in modo civile e non armato alla promozione della Pace attraverso la difesa dello Stato. La riprova che questa scelta tiene è data dalla contemporanea previsione di progetti che vadano nella direzione dell’inserimento sociale e lavorativo dei giovani. Ma bisogna lavorare ancora tanto a livello di scelte concrete che valorizzino le energie dei giovani verso la comunità.


L’art. 8, essendo collocato in un Disegno di Legge Delega fa un passo in avanti, ma che richiede poi deliberazioni di dettaglio sui vari argomenti. Dice che il livello Stato dovrà avere maggiori compiti rispetto ad oggi e che dovrà avere una maggiore funzione di indirizzo unitario delle varie attività. Dopo di ché, quando si arriverà a scrivere i decreti, emergeranno i dettagli. Con questo articolo si introduce il principio che tutti i giovani che fanno richiesta di svolgere il servizio civile hanno il diritto di farlo. Ad oggi non è così. Tutti possono fare domanda, ma è possibile impegnare un numero di giovani pari alle risorse economiche disponibili.


Nei primi mesi del 2015, ad esempio, fecero domanda 90.000 giovani a fronte dei 31.000 posti disponibili. Non tutti chiaramente sono stati assorbiti e lo stesso è accaduto negli anni precedenti. Con l’art. 8 la situazione dovrebbe cambiare. Lo Stato, come accadeva ai tempi della leva obbligatoria, dovrà stanziare le risorse sulla base del numero di domande che arrivano. Uno dei motivi di lotta tra Stato e Regioni in questi anni è che, essendo la copertura economica molto ridotta, ogni Regione cercava di ottenere il massimo possibile. Non c’è stato dialogo tra Stato e Regioni.



Inoltre, la progettazione potrebbe avere una durata non più annuale, ma triennale, dando la possibilità alle organizzazioni e ai Comuni di dedicare un anno alla progettazione e gli altri due anni saranno impiegati per portare a termine il programma di Servizio Civile. Un aspetto che darà ampio respiro e continuità al progetto, curando la qualità dei servizi offerti affinché i giovani abbiano anche una prospettiva futura. L’altro aspetto positivo è che con questa riforma dovrebbe essere favorita la capacità di integrare le attività. Basta tenere presente che, ad oggi, un’organizzazione che realizza un progetto con i giovani per un centro di aggregazione giovanile, non può integrare quel progetto con un altro sugli anziani perché entrambi appartengono ad ambiti diversi. Il sistema di progettazione attuale mira a frammentare e a rendere tutto diviso, con risultati scarsissimi anche dal punto di vista della soddisfazione dei giovani.


Se "a tempi brevi" l’Aula del Senato licenzia il testo che poi andrà in terza lettura alla Camera, prima dell’estate potremmo avere la Riforma. A quel punto il testo di Legge Delega sarà approvato e si potrà passare ai decreti delegati.


"La prospettiva delineata nell’art. 8 permette di predisporre le risorse e le condizioni perché tutti i giovani che desiderano fare il Servizio Civile possano farlo. Oggi abbiamo una crescita molto importante. Tra il 2014 e il 2015 siamo arrivati a circa 50.000 giovani in avvio di servizio. Occorre dare una stabilità e una continuità ai finanziamenti in modo che il principio contenuto in quell’articolo, non rimanga astratto ma che diventi un’opportunità concreta. Opportunità per consentire al giovane di fare un servizio alla comunità, di maturare una formazione all’impegno civico volontario e per acquisire competenze che gli potranno servire per il successivo percorso formativo e lavorativo”: sono parole di Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.


Si prospetta anche un accorciamento dei tempi di svolgimento del Servizio Civile Nazionale, con un lasso di tempo che non sarà più categorico di 12 mesi, ma oscillerà dagli 8 ai 12 mesi, per dare la possibilità anche ai giovani di cogliere altre opportunità professionali che si presenteranno. L’altro aspetto molto importante, evidenziato dal Sottosegretario Bobba, è la possibilità di estendere il Servizio Civile Nazionale anche ai ragazzi comunitari ed entracomunitari regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. "Si tratta di una opportunità che è già applicata in via amministrativa, ma adesso sarà codificato a norma di legge. Inoltre, si darà la possibilità ai giovani, se lo si desidera, di svolgere per un periodo di due mesi un servizio civile all’estero, in uno dei paesi dell’Unione Europea".


Si attende quindi la fine di marzo per capire se il testo di Legge Delega che include anche una riforma del Servizio Civile avrà la strada spianata per l’approvazione. Tuttavia, questo sarà solo un primo passo per riavviare i motori di un settore molto importante per l’arricchimento del tessuto sociale e produttivo del Paese.

(fonte: L' Indro)