21/1/2016

Un grande successo la marcia pacifica per dire no al filo spinato sul territorio istriano


E’ stata un successo di partecipazione la marcia pacifica organizzata dall’Unione Italiana e dalla Provincia di Gorizia contro il filo spinato posto dal Governo sloveno al confine con la Croazia.


Nella mattinata del 7 gennaio scorso, presso Dragogna, difatti, sono accorsi in tanti: in particolare, erano presenti una delegazione della Provincia di Gorizia, i vertici dell’Unione Italiana, una decina di sindaci e assessori dell’Istria e dell’area goriziana, i rappresentanti delle autonomie locali e delle Comunità degli Italiani, il rappresentante del Circolo Istria di Trieste, una delegazione della Comunità Nazionale Slovena in Italia e tanti cittadini che non condividono una decisione che tanto ricorda tragedie del passato e che taglia in due l’Istria.


Al termine della marcia, arrivati di fronte al filo spinato, sono stati deposti simbolicamente dei fiori a nome della Provincia di Gorizia e dell’Unione Italiana.

Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti, nelle persone del Presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta, della Sindaco di Savogna, Alenka Florenin, che ha anche parlato a nome della Comunità Slovena del Friuli Venezia Giulia, del Presidente dell’Unione Italiana, On. Furio Radin, del Presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul e del Presidente del Circolo Istria, Livio Dorigo, che ha parlato a nome degli Esuli.


Tutti hanno espresso la volontà di continuare ad opporsi e a manifestare contro l’imposizione di barriere che non fanno che dividere e che non aderiscono a quei valori che sono alla base dell’idea dell’Europa unita, quali la libera circolazione dei popoli, l’accoglienza e la convivenza.


L’Unione Italiana, come dichiarato dall’On. Radin e dal Presidente Tremul, è da sempre portavoce del dialogo interculturale e continuerà a far sentire la sua voce e a richiedere con forza che il Governo di Lubiana rimuova il filo spinato, utile solo ad alimentare un clima di sospetto e tensione.

La notizia della manifestazione è stata ripresa da molti media, italiani, croati e sloveni, a conferma della sensibilità verso questo tema e della capacità della manifestazione di dare voce ad una netta posizione di contrarietà.