25/12/2015

Servizio Civile Nazionale

NEWS


15 dicembre 2015. In occasione della Giornata Nazionale dell'obiezione di coscienza e del servizio civile si sono tenute in Italia alcune iniziative e in particolare a Roma, promosso dalla CNESC in collaborazione con alcune reti associative, si è tenuto un seminario che ha permesso di fare il punto sulle idee e le azioni di tre mondi che operano nell’ambito della promozione della pace e della difesa della Patria (servizio civile, protezione civile, cooperazione allo sviluppo).


I risultati del seminario cui hanno partecipato decine di organizzazioni, tre Dipartimenti e Direzioni Statali (Protezione Civile, Cooperazione allo sviluppo-MAECI, Servizio Civile Nazionale) dimostrano che già oggi ci sono esperienze, organizzazioni e istituzioni civili che contribuiscono, in modo non armato, alla costruzione della pace e alla difesa della Patria: un dato particolarmente rilevante in un momento in cui alcuni pensano che solo le armi possano "difenderci".


Servizio civile, protezione civile, cooperazione internazionale: tre esperienze concrete ove cittadini, organizzazioni sociali, istituzioni collaborano in modo proficuo a vantaggio della comunità locale, nazionale, internazionale, esperienze concrete, formative e significative per i giovani.


Questi dati di fatto sostengono la visione che il Governo e il Relatore Lepri si accingono a proporre alla Commissione Affari Costituzionali del Senato nell'esame del testo di riforma del Terzo Settore e di istituzione del Servizio Civile Universale, e confermano altresì l'attualità dei valori di nonviolenza attiva che a nostro avviso portano ad una pace giusta e duratura.


E' un fatto positivo anche l'approvazione dell'emendamento, a primo firmatario On. Marcon, che apre la strada a rendere più organico il contributo del Servizio Civile Nazionale nell'azione di risocializzazione di alcune periferie, lasciato oggi alla sola libera iniziativa delle organizzazioni sociali.


Questo però non cambia il dato molto negativo che i fondi ordinari per il Servizio Civile Nazionale fermi nella Legge di Stabilità 2016, a poco più di 115 milioni, assommati allo stanziamento straordinario di 100 milioni con il decreto 185/2015, faranno partire nel 2016, ad oggi, alcune migliaia di giovani in meno che nel 2015.


In questa situazione non solo si allontana il traguardo dei 100.000 giovani nel 2017 ma si impedisce anche alle organizzazioni accreditate di fare programmazioni pluriennali, uno dei passaggi essenziali per un Servizio Civile di qualità, di garanzia per i giovani e le istituzioni (fonte: comunicato Cnesc).


Si è finalmente concluso, invece, l’iter per la definizione del prontuario sui Corpi Civili di Pace. Per la progettazione a giorni verrà pubblicato sul sito del Dipartimento sia il prontuario che l’avviso con la lista dei Paesi nei quali sarà possibile fare la sperimentazione e la data del 15 Febbraio con time limit per il deposito dei progetti.


Si è concluso invece il lavoro di monitoraggio sui progetti di servizio civile nazionale avviati il 1° luglio 2015 (bando 2014) ed è interessante il report di sintesi. Il bando di servizio civile 2014 mette ARCI Servizio Civile di fronte ad alcune prove: rispetto al bando precedente, infatti, il numero dei volontari è più che raddoppiato, ritornando a dimensioni più usuali. ARCI Servizio Civile aveva dimostrato in passato di avere le risorse organizzative per affrontare questa situazione: non era altrettanto scontato che le avesse ancora.


A rendere più complesso questo bando vi è inoltre il fatto che la tipologia degli enti coinvolti nella realizzazione dei progetti sta cambiano identità, accogliendo nella rete ASC nuovi e diversi soggetti, ovviamente meno esperti di servizio civile.


Ci si poteva dunque aspettare l’emergere di problemi specifici , ma ciò non è accaduto e i dati del monitoraggio mostrano invece una situazione non solo in linea con i risultati nel passato, ma addirittura migliorativa


Le criticità sono circoscritte e che vi è una grande omogeneità nelle valutazioni rispetto al settore di attività, che rafforza la positività dei risultati. Questo in tutta la rete ASC, in tutti i progetti e in tutte le associazioni. In particolare rispetto alla formazione generale, dove i giudizi, che noi articoliamo su 4 giornate per avere la possibilità di distinguere tra operato dell’uno e dell’altro formatore, sono assolutamente allineati.


Sul piano dei miglioramenti si riscontrano anche degli importanti progressi su alcuni aspetti che solitamente presentavano qualche elemento di criticità: non si tratta di temi di contenuto o di qualità dell’esperienza, ma di aspetti quali gli spazi per la formazione o le attrezzature a disposizione per svolgere le attività.


Nel passato forse venivano considerato aspetti secondari, ed è chiaro che in parte questo è vero. Tuttavia si tratta di infrastrutture che, come tali, devono funzionare ed essere invisibili, per creare il contesto idoneo affinché chi lavora nei progetti disponga di tutto il necessario e la formazione generale si svolga in un contesto adeguato, in modo che ci si possa concentrare sui contenuti e non sui problemi degli spazi.


Nella nostra regione non mancano comunque alcune esperienze progettuali non adeguate, che dovrà farci riflettere ma, d'altra parte, in alcuni progetti i giovani hanno espresso una significativa soddisfazione, in particolare quello all'estero.