31/10/2015

IN DIFESA

DEL CANSIGLIO




Domenica 15 novembre 2015: 28° raduno ambientalisti ed alpinisti in difesa dell'antica foresta del Cansiglio. Hanno iniziato a ritrovarsi nel 1988, ormai 27 anni fa, quando sembrava imminente il taglio del bosco, la realizzazione della prima pista e poi del primo impianto di collegamento tra il Pian Cavallo e il Cansiglio veneto, ancora integro.


Da allora non si sono dati appuntamento solo a Casera e Forcella Palantina, ma anche in altri luoghi in pericolo, da cui lanciare un messaggio forte: per più anni sulla cima del monte Pizzoc, dove i ruderi della base militare rischiavano di trasformarsi in alberghi e piste da sci.


Anche in Pian Cansiglio hanno camminato per più anni, per chiedere che la base militare in dismissione non venisse trasformata in un lunapark pseudo sportivo e proprio davanti a quei cancelli, per la prima volta hanno fatto la proposta che il Cansiglio diventi Patrimonio dell’Umanità-Unesco come Riserva della Biosfera.

Quest'anno appuntamento al passo Crosetta.


Per il 2015 la proposta è tornare in Pian Cansiglio, partendo dal passo della Crosetta, porta dell’altipiano tra Veneto e Friuli, per esprimere fortissima preoccupazione per l’Antica Foresta, ma anche per le altre aree del demanio regionale. Il presidente Zaia ha annunciato che la vendita di molte proprietà regionali partirà dal Cansiglio, con l’albergo S. Marco, ma si teme che sarebbe solo la prima di una lunga serie di vendite per far cassa o di cessioni per accontentare vari Comuni sempre più pressanti.


A breve, potrebbero essere in pericolo Valle Vecchia - la Brussa (che il decaduto Galan aveva tentato di devastare, con un porto turistico di lusso), Valmontina, la Foresta di Giazza, e Riserve del Monte Baldo, il Monte Cesen, ecc.: quasi 20.000 ettari di demanio regionale fatto di aree di grande valore naturalistico per la maggior parte tutelate, almeno fin qui, come aree SIC e ZPS di Rete Natura 2000


La proposta è che su ognuna delle aree si costituisca una Riserva Naturale, creando così una rete di aree protette da affiancare ai Parchi Regionali, senza nuovi carrozzoni nè costosi apparati, con personale regionale già esistente.


Non si tratta di “imbalsamare” i territori ma di creare una pluralità di occasioni dove sperimentare la convivenza di economia e tutela. Siamo ad un bivio: lo smembramento e il rischio della perdita di un bene comune (i demani naturalistici regionali) di grande valore, o l’inizio di un nuovo percorso: come si muoverà la Regione? Le associazioni ambientaliste non staranno a guardare, saranno, come sempre, presenti e vigili.


Per informazioni: Ecoistituto del Veneto Alex Langer

da lunedì a venerdì dalle ore 17.00 alle 18.00

tel. 041.935666 micheleboato@tin.it Toio de Savorgnani 346.6139393