29/7/2015




Con Trieste on Sight 2015 sono iniziati tutti i progetti di servizio civile: ben 56 giovani impegnati su più “fronti”: a Trieste 28 volontari del servizio civile nazionale e 21 volontari del servizio civile solidale regionale, a Pinzano al Tagliamento (PN) 3 volontari del servizio civile solidale regionale, a Capodistria/Koper (Slovenia) 2 volontari del servizio civile nazionale e a Fiume/Rijeka (Croazia) 2 volontari del servizio civile nazionale.


Oltre alle ore dedicate alle rispettive sedi, i volontari di ogni progetto si ritrovano una volta a settimana per il “gruppo di lavoro”: un momento di condivisione delle attività, delle esperienze e delle sensazioni che si trovano a vivere. Spesso sono poche le occasioni di incontro e confronto tra i volontari: in queste ore dedicate appunto alla discussione – perchè il servizio civile è anche un anno di crescita e formazione “al mondo” - hanno la possibilità di mettere assieme le loro esperienze, guardandole da una prospettiva più ampia, quella del progetto di appartenenza, e quella ancor più larga del servizio civile. E' in questa visione d'insieme, infatti, che emerge il ruolo del volontario nelle sue diverse sfaccettature.


Per fare questo, inoltre, orientandosi sull'idea portante del progetto “Il baule delle idee” (quella cioè di far nascere una rete informativa e propositiva rivolta ai giovani della città), i volontari hanno pensato di iniziare a tessere questa tela di relazioni a partire dai “nodi” che vivono quotidianamente, quegli enti e quelle Associazioni, cioè, che costituiscono l'arcipelago di Arci Servizio Civile e dei suoi partner. Con un obiettivo di fondo, però: quello di coinvolgere il maggior numero possibile di giovani della città, magari anche estranei al servizio civile, ma interessati ai progetti e alle iniziative che lo caratterizzano. Si è pensato di partire da tutte quelle iniziative che sono già presenti in città, per raccoglierle, diffonderle e raccontarle in uno “spazio in rete” (una pagina facebook, un blog), con un linguaggio che sia il più possibile autonomo. In questa direzione i volontari si stanno già confrontando per la scelta del nome, della grafica e della selezioni dei primi contenuti. Vi terremo aggiornati sullo sviluppo di questa iniziativa, coinvolgendovi nell'allestimento di questo “contenitore”.


A fine agosto (dal 25 al 28) si terranno per i volontari del servizio civile nazionale i primi corsi di formazione generale a cura di ARCI Servizio Civile Nazionale su tematiche importanti: l’obiezione di coscienza, il servizio civile nazionale, i percorsi nonviolenti di legalità democratica; l’esclusione e la partecipazione; la gestione nonviolenta dei conflitti; la Protezione civile come Difesa nonviolenta della Patria.


I nostri uffici nel frattempo sono impegnati nel deposito dei progetti da inviare all’Ufficio per il Servizio Civile Nazionale. Nella nostra Regione ARCI Servizio Civile ha presentato per l’Italia 8 progetti e 1 all’estero.


Rimanendo nella nostra regione, ARCI Servizio Civile, consapevole dell’emergenza migranti, sempre di più in fase crescente, aspettando e auspicando un bando straordinario su queste problematiche, sta verificando l’opportunità di un proprio intervento/presenza in accordo con le strutture preposte, che sia successivo al momento della prima accoglienza. Un piano preciso di integrazione infatti non esiste e in quest’ambito l’associazionismo, a tutti i livelli, dovrebbe mettere in rete le sue capacità e le sue conoscenze: noi ci saremo!


Sul fronte nazionale invece sarebbe stato spostato al 7 settembre il termine per la presentazione in Commissione Affari Costituzionali del Senato degli emendamenti al Disegno di legge delega di riforma del terzo settore e del servizio civile, già approvato alla Camera. Questo spostamento comporterà di fatto uno slittamento dell'approvazione della riforma al 2016. «Questa impasse è ancora più dannosa dal punto di vista specifico del servizio civile – fa notare il Presidente della CNESC e di ARCI Servizio Civile Licio Palazzini -, perché se per quanto riguarda l’impresa sociale e il volontariato basterebbe la singola approvazione della legge per cambiare nel profondo la normativa attuale, per l’avvio di un vero e proprio Scu, Servizio civile universale, come proposto dalla legge, i tempi si allungherebbero ancora di più».


Il motivo è legato alla necessità di trattare «una serie di decreti attuativi, per esempio sulle programmazione triennale del servizio: ognuno di essi necessita del tempo per la discussione e la preparazione. Di questo passo, se la riforma del Terzo settore arrivasse nel 2016, tali decreti fondamentali slitterebbero addirittura al 2017, accumulando una perdita di tempo più che dannosa per tutti», chiarisce ancora Palazzini.