14/5/2015


Forse non tutti sanno che il 23 maggio 1915, alla notizia della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria, a Trieste scoppiano manifestazioni patriottiche contro l'ex alleato che degenerano ben presto in vari incidenti e tumulti popolari.


Vengono assediati, invasi e distrutti i principali simboli della presenza italiana in città, che fino a quel momento aveva pacificamente convissuto con le autorità asburgiche, tanto che la componente nazionale italiana governava da anni il Municipio.


Va a fuoco la sede del principale giornale italiano della città, "il Piccolo", esponente dell'influente partito liberal-nazionale cittadino, e assieme ad esso vengono distrutte le sedi della Lega Nazionale in piazza San Giovanni e della Ginnastica triestina, dove un dimostrante perde la vita cadendo dal muro di cinta. Vengono infranti e saccheggiati alcuni locali in cui si radunavano studenti e giovani irredentisti, come il Caffà ai Portici di Chiozza e il San Marco.


Su questi fatti la storiografia locale ha insistito poco, attribuendone la responsabilità ad agenti provocatori austriaci che avrebbero infiammato gli "infimi strati" della popolazione che, con l'aiuto della malavita organizzata, portuali, operai sloveni e croati di recente immigrazione, avrebbero punito il nemico italiano devastando i suoi simboli e depredando i suoi negozi e magazzini. Però forse le cose non sono andate proprio così. C'erano diversi motivi per scatenare nella folla la rabbia contro gli italiani, e probabilmente la forte diseguaglianza economica tra le diverse classi sociali cittadine ha giocato un ruolo non secondario nel far scaturire e propagare i tumulti popolari.


A cent'anni esatti di distanza, 27 giovani triestine, frequentanti la Quinta B della scuola popolare di via dell'Istria gestita dal Comune con lingua d'insegnamento italiana e abitanti nel multietnico, popoloso quartiere operaio di San Giacomo, ci raccontano un'altra storia, che va anch'essa presa in considerazione.


In allegato la cartolina/invito alla mostra e il programma dettagliato delle iniziative collegate. ARCI Servizio Civile ha collaborato all'evento che sarà parte anche di un momento di riflessione nell'ambito delle tante iniziative previste dal 3 al 5 luglio che si terranno a Campo Sacro (Sgonico) nell'ambito di TRIESTE on SIGHT