Contamin-azioni

31-05-2017


Percorsi di Associazionismo, 4 giugno 2017

Contamin-azioni è l'iniziativa di ARCI Servizio Civile, in collaborazione con l’Associazione #MaiDireMai-#NikoliReĨiNikoli, che vede impegnati i giovani, nello spirito di cittadinanza attiva e partecipazione, su temi quali il benessere sociale, la cooperazione, l'associazionismo, la pace, la solidarietà. ARCI Servizio Civile, con il suo storico impegno rivolto al Servizio Civile come progetto di cittadinanza inclusiva, equa e rivolta alla pace e alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, intende mettere in gioco le tematiche fondanti i diritti e i doveri del cittadino, esplorando e facendo emergere nuovi bisogni attorno alle questioni ancora irrisolte dell'inclusione/esclusione.

L’ultimo incontro di Contamin-azioni si terrà domenica 4 giugno a partire dalle ore 11.00, nel Parco di San Giovanni (Spazio Villas) a Trieste, nell’ambito di BioEst.

Tema dell'incontro sarà la pratica della nonviolenza (intesa – senza trattino – al modo del grande pacifista italiano Aldo Capitini, che la concepiva come una forma autonoma e attiva di cambiamento delle società) e dell'antimilitarismo, soprattutto nei movimenti dal basso. Nel corso dell'evento, intitolatoAntimilitarismo oggi: conoscere per comprendere, comprendere per agire”, verranno infatti messe in luce le esperienze di varie comunità che, nel passato e nel presente, si sono attivate per resistere e opporsi alla militarizzazione dei territori e all'escalation di violenza che innesca, attraverso le pratiche di alternativa capaci di mettere in crisi un esteso sistema di potere costruito sulla guerra e la mobilitazione militare, in un'economia politica della violenza e della prevaricazione. L'incontro sarà così un'occasione di scambio tra le pratiche storiche e quelle attuali dell'antimilitarismo, a partire dalle tecniche nonviolente, per attualizzare concetti e prassi politiche che solo in apparenza appartengono al nostro passato.

Mentre le guerre si moltiplicano nel mondo, facendo soprattutto vittime civili e costringendo milioni di rifugiati in tutto il pianeta a fuggire dalle proprie case, la pace e la nonviolenza diventano ogni giorno necessità sempre più attuali e prospettive sempre più urgenti per il nostro futuro. Le armi, persino quelle chimiche come testimoniano i recenti conflitti; le gerarchie, della caserma e delle istituzioni; l'esclusione e i confini presidiati militarmente: il nostro presente sembra spingere nella direzione di una stato di guerra permanente, di cui troppe volte non ci accorgiamo pervhè colpisce duramente zone oltreconfine, ma che alimentiamo tramite la corsa alla produzione e alla vendita di armi. E' proprio attraverso il focus sull'antimilitarismo che è possibile gettare uno sguardo inedito sulla direzione di sviluppo delle nostre società, mostrando quelle pratiche quotidiane che ci indicano nuovi orientamenti. Come quello del Servizio Civile, erede dell'obiezione di coscienza e grande strumento di intervento sociale (nonviolento per eccellenza), teso a sviluppare la pace e la giustizia attraverso l'attività quotidiana di migliaia di giovani. Saranno proprio i volontari di Servizio Civile Nazionale e Solidale di ARCI Servizio Civile del Friuli Venezia Giulia i primi protagonisti dell'incontro – aperto a tutta la cittadinanza - che li vedrà confrontarsi con le testimonianze e gli esempi concreti dell'antimilitarismo passato e presente. A portare il proprio contributo saranno alcuni ex obiettori di coscienza provenienti dal Friuli, curatori del volume “Le lotte popolari nonviolente in Friuli”, con il racconto delle esperienze di mobilitazione popolare contro esercitazioni e tentativi di militarizzazione del territorio friulano; e alcuni militanti del Movimento NO MUOS, arcipelago di comitati di base che si battono oggi in Sicilia contro il sistema di telecomunicazioni MUOS di Niscemi (Caltanissetta), una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano.

L'incontro sarà così un opportunità per dare nuovo respiro alle pratiche nonviolente e antimilitariste, in un parabola ideale che unisce gli obiettori di coscienza, i movimenti popolari, i volontari di Servizio Civile, e in una storia che ci parla ancora oggi dell'opposizione alla leva obbligatoria, dello sforzo verso il disarmo, della riconversione delle spese militari, verso società fondate sulla pace.