XII Rapporto Annuale di ASC

31-03-2017


E’ stato presentato questo mese il XII Rapporto Annuale di ARCI Servizio Civile che illustra le attività realizzate nel 2015. Questo Rapporto Annuale viene presentato dopo l’approvazione in via definitiva il 10 febbraio 2017 da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo necessario alla attuazione della riforma del Servizio Civile Universale. Era difficile, quando entrarono in servizio presso ASC i giovani per attuare i progetti del bando 16 marzo 2015, immaginare questo risultato. Eppure le istituzioni sono state in grado, in questo caso,di svolgere la loro funzione rappresentativa e deliberativa.

Di conseguenza, le considerazioni e gli elementi di realtà che questo Rapporto Annuale contiene, sono da collocare nella transizione dal Servizio Civile Nazionale al Servizio Civile Universale.

A questo bando ASC ha partecipato con 259 progetti di cui 1 all’estero (nostro!). I posti messi a bando erano 1.831 per i quali sono state presentate 5.176 domande.

Rispetto al dato anomalo del bando 2013, quando il numero dei giovani del SCN era pari a meno della metà di quelli del bando 2015 e i risultati della selezione avevano prodotto un’alta percentuale di laureati, con il 2015 si ritorna ad una situazione più in linea con il trend di medio periodo. Infatti, più della metà dei giovani sono diplomati (55%), mentre il 38% è in possesso del titolo di laurea e il 7% ha il titolo di scuola media inferiore. Si conferma quindi una tendenza a non privilegiare esclusivamente i giovani in possesso di titolo di studio più elevato nella partecipazione al servizio civile nella rete ASC.

E’ vero che tra i giovani fino ai 30 anni, sostanzialmente coetanei dei giovani del SCN, i laureati sono il 25% (fonte Eurostat 2016, la percentuale più bassa a livello europeo) e quindi certamente tra i giovani del SCN di ASC ci sono più laureati che tra i giovani italiani. Va tenuto conto però che questo squilibrio si genera già nella fase di presentazione delle domande, perché i laureati sono più informati e attenti ai settori di attività in cui agiscono i progetti della rete ASC. Il loro numero elevato non è quindi un prodotto della successiva fase di selezione.

L’altra fotografia nel definire le caratteristiche dei giovani in servizio è quello della condizione occupazionale, perché questo è ad oggi il problema più rilevante per i giovani e la nostra società in generale.

I dati sulla disoccupazione giovanile e sul numero dei NEET – giovani che non lavorano e non studiano da almeno 12 mesi – sono noti e descrivono una realtà ormai tragica.

Quello che forse è meno atteso è il fatto che anche tra i giovani del SCN del servizio civile si leggano gli stessi fenomeni caratteristici della popolazione giovanile:

  • tra i giovani del SCN del bando 2015, i NEET sono il 16%, il 5% in più del bando 2013
  • chi ha lavorato ha avuto quasi sempre dei contratti precari o in nero

I giovani del SCN del servizio civile sono come gli altri giovani perché le difficoltà occupazionali sono talmente diffuse che arrivano a toccare ragazzi, come quelli del servizio civile nazionale, con un elevato titolo di studio e, come vedremo, un buon grado di cosmopolitismo: sono stati, in quote significative, all’estero e praticano il volontariato. Non sono certo emarginati sociali o persone poco competenti: per questo anche il servizio civile, che opera con i giovani, è chiamato a fare la sua parte. Oggi, tranne pochi privilegiati per censo e/o posizione sociale, non vi sono giovani al riparo dalla disoccupazione– inoccupazione- sottoccupazione. Proprio per questo è tanto più importante che per affrontare questa situazione vengano utilizzati tutti gli strumenti a disposizione dello Stato, tra i quali c’è il Servizio Civile Nazionale, con l’obiettivo di fornire ai giovani più strumenti per affrontare il mondo del lavoro, in termini sia di caratteristiche personali sia di competenze.

Di più: con un maggiore e più stabile finanziamento dei bandi ordinari di Servizio Civile Nazionale, si riuscirebbe già a realizzare uno degli obiettivi del Servizio Civile Universale, quello di coinvolgere tutte le condizioni giovanili. Un fine quanto mai necessario.

Ricordiamo invece che del Servizio Civile Universale ne parleremo a Trieste con Licio Palazzini, Presidente Nazionale di ARCI Servizio Civile il 26 aprile 2017.

PER RAPPORTO COMPLETO : file:///C:/Users/user/Downloads/XII_Rapporto_ASC_2015%20(1).pdf