Il Governo affossa il Servizio Civile

10-11-2017


 

La Cnesc (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile) protesta
perché nella legge di bilancio 2018-2020 il Governo ha stanziato poco
più di 179 milioni per il 2018, 152 per il 2019 e 147 per il 2020.
Solo nel 2018 partirebbero oltre 36 mila giovani in meno.
Saranno poco più di 179 i milioni stanziati per il servizio civile universale dal
Governo per il 2018, cifra che scenderà a 152 milioni per il 2019 e 147 milioni per il
2020. Lo prevede la Legge di Bilancio, il cui iter di discussione è partito in Senato lo
scorso 31 ottobre, con il termine ultimo per gli emendamenti stabilito per il 9
novembre prossimo. La cifra prevista per il servizio civile universale tiene già conto
di alcuni stanziamenti aggiuntivi recuperati dal fondo del terzo settore, e segna un
incremento rispetto a quella prevista nella precedente Legge di Bilancio 2016,
quando i milioni messi a disposizione furono appena 111. Solo successivamente
furono aggiunti altri 146,3 con l’approvazione della legge 229 del 15 dicembre 2016.
Ulteriori riserve hanno infine permesso quest’anno di mettere a bando 51.500 posti di
servizio civile, con altri 1.642 che arriveranno entro la fine del 2017, per un totale
quindi di 53.142 volontari. Se la cifra stanziata per il 2018 non aumentasse, o non si
trovassero ulteriori fondi, i volontari scenderebbero a poco più di 36 mila, una cifra
sempre più lontana dai 100 mila volontari all’anno annunciati più volte dal Governo.
Negativo il commento che arriva su questi dati dalla Cnesc (Conferenza nazionale
enti di servizio civile), che ricorda quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio
Gentiloni il 25 settembre scorso: “Ci impegniamo a stabilizzare il servizio civile”.
“Nel 2017 – precisa la Cnesc - sono stati 53 mila i posti messi a bando, con un
impegno economico di quasi 280 milioni. Sono stati più di 100 mila i giovani che
hanno chiesto, volontariamente, di farlo. Dunque, la metà di essi è rimasta fuori dal
sistema. Con i fondi previsti dalla Legge di Bilancio nel 2018 partirebbero circa
36.600 giovani (il 31% in meno rispetto a quest’anno), nel 2019 27.600 (il 48% in
meno) e nel 2020 26.700 (il 50% in meno). Eppure continuano a ripeterci che
l’obiettivo è di far fare il servizio civile a 100mila giovani”.
Secondo la Cnesc quindi “il Governo affossa la riforma che esso stesso ha portato in
Parlamento” e “la principale azione pubblica di educazione alla cittadinanza e di
apprendimento pratico viene tagliata. I giovani (quelli che vorranno votare) se ne
ricorderanno alle imminenti elezioni politiche”. Inoltre “si vedono gli effetti delle
proposte del servizio civile obbligatorio: perché tenere quello Universale volontario
se l’obiettivo è quello obbligatorio? Detto in altri termini: visto che non vogliamo
finanziare il servizio civile volontario per 100mila giovani, con gli stessi soldi
finanziamo il servizio civile obbligatorio di un mese”. “Entro la fine di novembre gli
enti dovranno depositare i nuovi progetti di servizio civile per il 2018: perché
dovrebbero impegnarci se il Governo stesso lancia segnali di marcia indietro? Nei
prossimi mesi dovrebbero iscriversi al nuovo Albo Unico degli enti accreditati: con
quale prospettive?”, chiede provocatoriamente la principale associazione di enti
nazionali del servizio civile, che poi promette l’impegno “in sede parlamentare, come
ha sempre fatto, per far avere al servizio civile gli stanziamenti necessari, ma il primo
passo deve farlo il Governo modificando già in Commissione Bilancio al Senato la
proposta”. “Dove reperire i 100 milioni di euro che mancano al fondo del servizio
civile per mantenere gli stessi numeri del 2017? Dal bilancio della Difesa, che ha una
dotazione di decine di miliardi di euro. Certamente la ministra Pinotti, che si dice
favorevole al servizio civile obbligatorio, non si opporrà”, conclude la Cnesc. “C’è
sicuramente l’impegno da parte nostra ad aumentare i fondi disponibili per il servizio
civile universale, garantendo in maniera progressiva il raggiungimento del numero di
volontari dichiarati”, tiene a precisare la deputata Francesca Bonomo, che nella
Segreteria nazionale del Partito Democratico ha seguito tutto il “dossier” della sua
riforma. E sulla proposta di un servizio civile “obbligatorio per un mese” lanciata nei
giorni scorsi proprio dal Segretario del PD, Matteo Renzi, l’on. Bonomo commenta:
“La questione dell’obbligatorietà lanciata da Renzi, a mio avviso, serve tenere alta
l’attenzione su questo importante tema del contributo dei giovani alla comunità.
Detto questo ritengo che sia prematuro prevedere subito un obbligo per legge, perchè
potrebbe creare una specie di rifiuto nei giovani. Credo che occorra costruire insieme
un percorso culturale che metta al centro l’indispensabilità del servizio civile inteso
come valore sociale e personale. Abbiamo visto quanto le ultime ricerche abbiano
evidenziato l’utilità di questo strumento sia per la collettività che per i giovani.
Dobbiamo proseguire tutti insieme su questa strada”.
La Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile (Cnesc) è l'associazione che dal 1988
raccoglie alcuni dei maggiori Enti convenzionati con l'Ufficio Nazionale per il
Servizio Civile per l'impiego di obiettori di coscienza in servizio civile e che dal 2001
in avanti promuovono il servizio civile nazionale ai sensi della L.64/01.
Alla Cnesc aderiscono attualmente: Acli, Aism, Anpas, Anspi, ARCI Servizio Civile,
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Avis nazionale, Caritas Italiana, Cesc,
Cnca, Commissione sinodale per la diaconia (CSD), Confederazione Nazionale
Misericordie d’Italia, Cong. P.S.D.P. Ist. don Calabria, Don Orione, Federazione
SCS/CNOS Salesiani per il sociale, Federsolidarietà/CCI, Focsiv, Inac, Legacoop,
Uildm, Unitalsi, Unicef, Unpli. Il Movimento Nonviolento e Telefono Azzurro in
qualità di osservatori.
Presidente della Cnesc è Licio Palazzini, Presidente Nazionale di ARCI Servizio
Civile.